tratta da http://it.wikipedia.org/wiki/Roca_Vecchia

Roca è sede di importanti scavi archeologici, è un centro turistico di rilievo durante il periodo estivo. Si segnalano la torre di avvistamento cinquecentesca, le rovine del castello a picco sul mare, il santuario  della Madonna di Roca del XVII sec. e la grotta della Poesia (meglio nota come Poesia). La grotta, di origine carsica, si affaccia sulla falesia costiera e riveste attualmente notevole importanza in ambito archeologico, poiché nel 1983 sono state scoperte al suo interno iscrizioni messapiche (ma anche latine e greche), che hanno fatto risalire la grotta ad un luogo di culto del dio Taotor (o anche TatorTeotor, o Tootor).

Si deve al professor Cosimo Pagliara, docente  di Antichità Greche presso l’Università di Lecce, il ritrovamento della grotta “della Poesia” che si sviluppa circolarmente su una superficie di 600 mq. e reca numerosissime iscrizioni votive, talvolta sovrapposte, di epoche e civiltà differenti, che risalgono all’VIII-II secolo a.C. e forniscono testimonianze sulla protostoria, l’epoca messapica, greca e romana. La grotta, raggiungibile più agevolmente dal mare, si snoda nel sottosuolo in corrispondenza di una fonte sorgiva di acqua dolce. Era infatti denominata anche “Grotta della Fonte”. Anticamente era adibita a luogo di culto (collegato a due grotte contigue), dedicato a una divinità maschile, Thaotor Audirahas, successivamente latinizzato in Tutor Adraius, connessa a pratiche di guarigione.

Una parte del rituale prevedeva l’incisione di figure e testi sulle pareti della grotta (fig.2) che, nel tempo, si trasformò in un immenso archivio di testimonianze epigrafiche.
L’abitudine a incidere testi continuò in età repubblicana e sulle pareti vennero incisi testi in lingua greca e latina.

La Grotta della Poesia si trova a Roca Vecchia e dista da Otranto circa 20 km. E’ una cavità scavata dal mare nel corso dei secoli, e che ha offerto rifugio alla gente del tempo. Il nome della grotta deriva da “posia” un termine della lingua greca del m edioevo che indica sorgente di acqua dolce, ed infatti nella grotta ci sono i segni di una fonte che scorreva in passato.

Roca Vecchia and The Poetry Cave

Roca is home to important archaeological excavations and is a major tourist center during the summer. 
Worth mentioning is the 16th century watchtower, the ruins of the castle overlooking the sea, the sanctuary of the Madonna Roca  of the seventeenth 
century and the Poetry cave.  The cave, of karst origin, overlooks the coastal cliff and is currently of considerable
importance in the archaeological field, especially since Messapian  inscriptions were discovered in 1983
(but also Latin and Greek), which have traced the cave to a place of worship of the god Taotor 
(or also Tator, Teotor, or Tootor). It is due to Professor Cosimo Pagliara, professor of Greek Antiquities at the University of Lecce,
 who contributed to the discovery of the “Poetry Cave" that spreads circularly on a surface of 600 square meters and bearing numerous votive inscriptions, 
sometimes overlapping, of different ages and civilizations, which date back to the VIII-II century BC, providing testimonies on protohistory, the Messapian, 
Greek, and Roman times. The cave, which can be reached more easily from the sea, winds through the subsoil in correspondence
 with a spring of fresh water. It was in fact also called "The Source Cave". In ancient times it was used as a place of worship (connected to two contiguous caves), 
dedicated to a male deity, Thaotor Audirahas, later latinized in Tutor Adraius, connected to healing practices. 
Part of the ritual included the engraving of figures and texts on the walls of the cave (fig.2) which, over time, became an immense archive of epigraphic testimonies. 
The habit of  recording texts continued in the republican age and texts in Greek and Latin were engraved on the walls. 
The Poetry Cave is located in Roca Vecchia, about 20 km from Otranto. It is a cavity dug out of the sea over the centuries, that has offered shelter to the people of the time. 
The name of the cave derives from "posia" a term of the Greek language that indicates the source of fresh water, 
and in fact the cave there are the signs of a source that flowed in the past.

 

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